siae-nuovo-statuto

 

All’inizio di Luglio la SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) ha spedito decine di migliaia di raccomandate per sollecitare il pagamento delle quote (per chi non avesse pagato il pizzo gli anni passati) altrimenti sarà costretta, avvisa gentilmente, “a fare decadere il rapporto di mandato“.

Per tornare socio scopri poi che la quota per l’anno 2013 è lievitata; passa da 90 a 151 euro, con una nuova possibilità di scelta. Se si paga la cifra piena, si diventa soci, quindi si avrà diritto di voto durante le assemblee a Roma (cosa concessa prima a tutti gli iscritti), altrimenti la SIAE prenderà carico solo del mandato per le opere artistiche (cosa che fa in quasi posizione di monopolio) senza rendere conto a te (che non sei più un socio votante) di come gestiscono le opere (anzi non sei più un socio).

creative_commons

La SIAE garantisce tendenzialmente i grandi autori e i suoi bilanci sono in passivo da anni. Sinceramente, quanti di voi hanno mai ricevuto considerevoli introiti dalla SIAE, tutela legale per le proprie opere o solo una consulenza? Ecco. Di seguito qualche modo per tutelare i vostri brani o le vostre opere artistiche senza dover essere condannati a pagare ogni anno una quota che poi si spartiranno a fine anno i vari Vasco, Gabri Ponte, Dalla (gli eredi), Gigi D’Alessio e compagnia cantante:

  • Iscrivetevi alla SIAE francese. Si chiama SACEM costa 119 euro (la SIAE 220) e si paga una volta sola. Ancora meglio iscrivetevi alla SGAE (società spagnola per la tutela del diritto d’autore), costa 15 euro senza tangenti annuali. Sarete tutelati anche in italia tramite la SIAE ma senza darle un soldo.
  • Proteggete la vostra musica su vari circuiti di Creative Commons; ne esistono molti e potrete trovare i dettagli sul sito Creative Commons Italia
  • Ottimo progetto quello di Movimento CostoZero, che tutela i vostri brani al costo di 0,36 euro per garantire a tutti un diritto di persona.
  • Esistono anche progetti alternativi alla SIAE che offrono vari servizi come Patamu, che dispone di una tutela gratuita e una “professionale” a pagamento. Questo permette di allargare il concetto di copyright a vari livelli, estendendo la protezione dell’autore anche in un contesto domestico e amatoriale.

Considerate che basta spedirsi da soli una raccomandata con lo spartito (o partitura) del brano musicale che, da un punto di vista legale, risulterebbe di proprietà dalla data del timbro postale. Il discorso cambia quando bisogna poi dimostrare questo in sede giudiziaria se citati per plagio. Ma stiamo andando inesorabilmente verso la fantascienza.

 

10 Thoughts on “SIAE: COME CAMBIARE TUTELA AI PROPRI BRANI

  1. Questa e’ la strategia di 51beats…magari interessa a qualcuno…m

  2. Musico on 26 luglio 2013 at 22:29 said:

    Probabilmente ha letto un altro articolo. Nell’articolo non si parla di distribuzione di royalties ma solo di tutela della paternità dell’autore. Nessuna leggenda metropolitana poiché non ho confuso come dice i diritti monetari connessi alle esecuzioni del repertorio ( di cui la SIAE é l’unica al momento ad essere autorizzata a distribuire denaro per l’esecuzione di opere dell’ingegno) con la tutela. I creative Commons sono un modo nuovo per tutelare, come sa, i brani originali, ma da nessuna parte dell’articolo si legge che distribuisce denaro agli autori. Questo é un articolo informativo e nulla di quello che c’é scritto é falso. Ben diverso occuparsi di diritto da avvocato che da musicista, glielo assicuro.

  3. premesso che sono anche musisicta oltre che avvocato (e comunque anche come avvocato lavoro a stretto contatto con i musicisti), credo invece di aver letto l’articolo giusto. Non ho parlato di cose false ma di leggende…. e – come si sa – nelle leggende un po’ di verità c’è sempre. Ma appunto è meglio sapere che sono leggende.E non ho potuto fare a meno di segnalarlo, visto che la diffusione di leggende spesso confligge con il lavoro di informazione e divulgazione che cerco di fare da anni. Poi… già il fatto che si parli di “licenze Creative Commons come forma di tutela” mi fa capire che siamo su lunghezze d’onda molto diverse: http://aliprandi.blogspot.it/2012/12/le-licenze-non-tutelano.html . Leggete questo articolo attentamente (se ne avete tempo e voglia) e capirete l’equivoco su cui si fondano gran parte delle leggende presenti in rete (e replicate in questo vostro post). Un cordiale saluto e buon lavoro.

  4. Alice Lodighi on 29 luglio 2013 at 14:35 said:

    scusate, ma siete sicuri che sia proprio così? cosa c’entrano le CC con la tutela delle opere? le CC sono licenze; come fanno a tutelare? e cosa intendete con “allargare il concetto di copyright a vari livelli”? secondo me non ha molto senso quella frase. poi… potete postare qualche link con le fonti più specifiche di quanto avete scritto? così almeno posso approfondire e verificare. l’argomento è interessante e merita tutta la dovuta attenzione.

  5. Ciao a tutti!
    Capisco la buona fede degli autori di questo Blog e anche le intenzioni che in gran parte condivido… La Musica è importante per moltissime persone e i diritti d’autore (soprattutto per chi produce musica) sono fondamentali.

    Scrivere articoli sull’argomento vi fa onore e per “l’opera di divulgazione” alle masse che fate costantemente con il vostro Blog vi faccio i complimenti!! :)

    Nell’articolo ci sono però ERRORI un po’ grossolani, sicuramente scritti in BUONA FEDE da voi di Musipedia (non ho dubbi!!) ma che disgraziatamente possono sviare ed alimentare FALSE CREDENZE POPOLARI….

    PREMESSA IMPORTANTE: NON ABBIATENE A MALE, vi prego, non con spirito polemico vi scrivo quanto sto per scrivere, ma semplicemente per AIUTARE tutti quanti leggessero il vostro Blog a chiarirsi le idee su un argomento che sta molto a cuore a tutti i musicisti e sul quale c’è davvero troppa confusione, soprattutto sulle “basi tecniche e legali” su cui si fonda l’intero diritto d’autore…

    Spero perciò di poter contribuire anche io, nel mio piccolo, a far luce su queste “delicate” questioni :)

    Elenco qui di seguito le frasi a mio parere troppo “svianti”:

    1) “Proteggete la vostra musica su vari circuiti di Creative Commons; ne esistono molti e potrete trovare i dettagli sul sito Creative Commons Italia”;

    FALSO, le licenze CC non proteggono proprio un bel nulla…. sono solo una serie di licenze, molto ben fatte, che esplicitano di fatto quanto già previsto a monte dalle norme internazionali sul Diritto d’Autore.

    2) “Ottimo progetto quello di Movimento CostoZero, che tutela i vostri brani al costo di 0,36 euro per garantire a tutti un diritto di persona.”

    è un ottimo progetto, confermo! ma cosa vuol dire “garantire a tutti un diritto di persona”??? non ha alcun fondamento LEGALE… hanno inventato un nuovo diritto?? il diritto di Persona??
    Forse intendevate dire qualcos’altro, ma sarebbe il caso di chiarire meglio.

    3) “…. Questo permette di allargare il concetto di copyright a vari livelli, estendendo la protezione dell’autore anche in un contesto domestico e amatoriale.”

    anche qui non si comprende cosa volete dire: “estendendo la protezione dell’autore anche in un contesto domestico e amatoriale”…. che vuol dire?!?!?

    4) “Considerate che basta spedirsi da soli una raccomandata con lo spartito (o partitura) del brano musicale che, da un punto di vista legale, risulterebbe di proprietà dalla data del timbro postale.”

    FALSO. La giurisprudenza mondiale ha già più volte chiarito che questo “metodo” artigianale (se ne sente parlare già dagli anni 80) di auto-spedirsi una Raccomandata NON GARANTISCE e NON PROTEGGE LEGALMENTE proprio nulla!!

    Detto questo, concordo sicuramente sul fatto che la SIAE, per come è attualmente, non funziona e va quantomeno riformata.

    Un caro saluto a tutti.
    Vincenzo Marabita.

  6. Musico on 29 luglio 2013 at 21:42 said:

    Ringrazio tutti per i commenti. L’articolo è puramente divulgativo e illustra solo le varie “nuove frontiere” del diritto d’autore. L’errore più madornale è sicuramente aver confuso tutela con licenza e aver così non certo chiarito le idee ai lettori. Me ne scuso sottolineando la buona fede della mia operazione, aprire il mondo della musica ai più. I vostri commenti hanno arricchito l’articolo in bene, vi ringrazio molto. Mi scuso delle inesattezze,
    spero continuiate a seguiare il mio blog,
    Musipedia

  7. Massimo on 16 settembre 2013 at 14:10 said:

    Scusatemi se mi inserisco nella questione solo dopo 2 mesi, ma essendo rimasto scottato anche io dalla questione dell’aumento, a euro 151,81, ero interessato al discorso dell’iscrizione alla Sgae o alla analoga società inglese.
    Ma nel momento in cui si effettua l’iscrizione come vengono ripartiti i diritti sulle opere, visto che in occasione degli spettacoli troviamo solo il cosiddetto, borderò della Siae?
    Spero di essere stato chiaro e che qualcuno possa illuminarmi in merito.
    Grazie a tutti.
    Massimo

  8. Aggiungo alle alternative SIAE anche la spagnola SGAE.

    Da qui
    http://cristianoporqueddu.it/CPBlog/?s=Iscrizione+alla+sgae
    potete visionare un completo vademecum in italiano per l’iscrizione alla società per la protezione dei diritti di autore spagnola. Il costo è di 15,00 EUR una tantum. Sì, il prezzo di una capricciosa e una bibita, in una trattoria, dalle mie parti.
    E niente pizzi annuali (inspiegabili) SIAE-Style.

    Un saluto,

    Cristiano.-

  9. Se non sei assolutamente celebre e diffuso su radio e tv non serve la riscossione dei proventi, mentre invece la tutela d’opera e’ d’obbligo per chiunque voglia esser protetto da truffatori e/o vampiri vari di cui, soprattutto in Italia ho visto essere molti

  10. spero di essere chiaro: La musica è un’arte… e questa va rispettata,,, da tempo si è capito che la SIAE rovina impedisce agli artisti di potersi esibire nei vari locali,,,,, ( la prima parola che dice un gestore . devo pagare la mafia siae …. 50 euro a te non ci so soldi x questa esibizione ) la vuole smettere sig ,SIAE e lacia suonare ,recitare liberamente e il ricavo deve essere liberamente diviso x chi lavora no associazione a delinquere ,,,,smettetela ladroni — avete tolto l’allegria umana per strada , e nei locali —-se siete passivi c’è un motivo —-eliminatevi e tutto andrà bene — i compositori guadagneranno sicuramente di più .. con una associazione seri e non lucrosa come voi —-distinti saluti Antonio

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